COGENERATORI A CIPPATO

Ci troviamo oggi alle porte di una quarta rivoluzione industriale. Con la digitalizzazione dei processi industriali e lo sviluppo di nuove e potenti tecnologie in grado di gestire quantità sempre maggiori di informazioni, dati, interconnessioni, le metodologie e le tecniche di utilizzo responsabile ed efficiente dell’energia costituiscono oggi più che mai un fattore strategico determinante per la competitività delle aziende nei mercati.
 
Con “efficienza energetica” intendiamo la capacità di un sistema energetico di soddisfare un determinato fabbisogno utilizzando quantità di energia inferiori rispetto ad altri sistemi – detti “a minore efficienza”.

Minori sono i consumi, maggiore è l’efficienza del sistema in questione.

Un sistema energetico efficiente garantisce dunque un rendimento ottimale a basso consumo, consentendo un notevole risparmio energetico ed una riduzione dei costi di esercizio.

MICRO COGENERAZIONE A BIOMASSE

Dal 2015 realizziamo impianti di cogenerazione a biomassa da 50 KWe a 350 KWe per la produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera, alimentati a biomasse di origine legnosa (comprendenti potature, gusci e affini).  I nostri impianti processano le biomasse e ne estraggono un gas di sintesi, Syngas, usato per alimentare i motori e gli alternatori per la produzione di energia elettrica e termica.

CAMPIONI DI SOSTENIBILITÀ

A differenza dei sistemi energetici alimentati a carbone, gas naturale e combustibili fossili, i nostri sistemi "Ciclo Carbon-Negative" non producono scarti e non emettono anidride carbonica nell’ambiente. L’anidride carbonica risultante dai processi di lavorazione infatti viene trattenuta dalle biomasse e trasformata in Biochar puro, un carbone vegetale le cui qualità di ammendante (e non solo) sono ormai note a livello mondiale. 

IL NOSTRO IMPIANTO NELLA FILIERA VITIVINICOLA

I nostri impianti di cogenerazione e biomasse rappresentano la soluzione perfetta per la filiera vitivinicola. Perché?

Innanzitutto perché possono essere alimentati con gli scarti vegetali prodotti dalla filiera stessa, tra cui sfalci di potatura e ramaglie mescolate con cippato di legno.

Il sistema è inoltre in grado di realizzare la trigenerazione necessaria all’intera filiera. Gli impianti a biomasse infatti soddisfano i fabbisogni l'energia elettrica, termica e frigorifera necessaria a tutte le fasi di lavorazione dell’uva, dalla conservazione della temperatura fino alla svinatura, la torchiatura, l'imbottigliamento e lo stoccaggio del prodotto finito nelle cantine.

Infine, abbiamo visto come i processi di gassificazione delle biomasse producono Biochar, un carbone vegetale dalle proprietà ammendanti. Il Biochar prodotto potrà essere utilizzato come ammendante per i vitigni e l’eccesso venduto per costituire un ulteriore ricavo economico a favore della filiera.

BIOMASSE RESIDUALI E SMALTIMENTO DEI RESIDUI DI POTATURA

I vantaggi di alimentare i sistemi di cogenerazione a biomasse con i residui delle lavorazioni agricole sono economici e ambientali.

Utilizzando gli scarti della produzione agricola come fonte di alimentazione per i propri impianti energetici, i produttori possono infatti evitare le operazioni di bruciatura in loco o l'interramento previa trinciatura – tecniche dannose per l'ambiente in quanto causano l'emissione incontrollata di fumi e favoriscono la diffusione di inoculi presenti nel legno, i quali possono contaminare le piante sane con vari patogeni.

Inoltre il Biochar prodotto dalla gassificazione delle biomasse, essendo un carbone vegetale ricco di carbonio, può essere utilizzato come ammendante per i vitigni.

L’UTILIZZO DEL CARBONE VEGETALE DA GASSIFICAZIONE NEI VIGNETI

Le conseguenze dei cambiamenti ambientali e climatici si stanno manifestando nel settore vitivinicolo in modo sempre più evidente. Nei prossimi decenni i vigneti dell'area mediterranea saranno tra i più esposti non solo agli effetti del riscaldamento globale ma anche ad un susseguirsi sempre più frequente di eventi estremi, tra i quali periodi siccitosi e caldi più o meno prolungati.

A questo proposito l'utilizzo del Biochar come ammendante potrebbe migliorare la resistenza della vite, permettendole così di sopravvivere anche in condizione di siccità e scarsità di irrigazione. È quanto i ricercatori del CNR IBIMET, in collaborazione con Marchesi Antinori, stanno testando in un vigneto sperimentale nella tenuta “La Braccesca” di Montepulciano.

A partire dal 2009 sono stati distribuite nel vitigno diverse dosi di Biochar, seguendo un disegno sperimentale a blocchi randomizzati. La prima di 22 tonnellate per ettaro e una seconda di 44 tonellate per ettaro distribuita in due stagioni successive per verificare la presenza e gli effetti transitori comparate a un testimone non trattato con l'ammendante.

SCELTA DEL VIGNETO PER TESTARE IL BIOCHAR

Estratto dalla pubblicazione del CNR IBIMET Lorenzo Genesio 2015.

"Nella scelta del vigneto da trattare ci siamo posti nelle condizioni peggiori per valutare l’effetto migliorativo del Biochar nei terreni difficili e di conseguenza abbiamo scelto un suolo acido, con pH vicino a 5,4 e poco profondo, più suscettibile ai periodi siccitosi" – (spiega Lorenzo Genesio che continua così a descrivere i risultati della sperimentazione) i risultati hanno confermato le attese, in quanto abbiamo verificato che il Biochar ha portato ad un miglioramento non solo nelle caratteristiche fisiche e chimiche del suolo, il cui pH è aumentato in modo permanente e nel quale la capacità idrica espressa in AWC (Awailable Water Content) è migliorata, ma anche nello stato fisiologico delle piante, valutato come incremento nel potenziale idrico fogliare, nella produzione di clorofilla e nella conduttanza degli stomi, indice dell’intensità degli scambi gassosi e di conseguenza dell’attività fotosintetica.

Una serie di effetti che si sono rivelati superiori negli anni di maggiore stress idrico come il 2012, nei quali la differenza con le parcelle di controllo risulta più evidente. Valutati gli effetti sul suolo e sullo stato e il benessere della pianta, occorreva misurare quali fossero le conseguenze sulla produzione, sia in termini quantitativi che di qualità delle uve. Gli effetti osservati, continua il ricercatore fiorentino, hanno portato ad un aumento della produzione, come già noto nelle altre colture, in quelle trattate con Biochar.’

CHE COS’È IL BIOCHAR

Il Biochar è carbone vegetale derivato dal processo di gassificazione di legno vergine. Il Biochar si trova nei suoli di tutto il mondo a causa degli incendi della vegetazione e delle pratiche storiche di gestione del suolo. Lo studio intensivo di terre ricche di Biochar in Amazzonia (Terra Preta), ha portato ad un più ampio apprezzamento delle proprietà uniche di questo carbone vegetale come potenziatore del suolo.

Il Biochar è una risorsa importante per potenziare la sicurezza alimentare e la diversità delle terre coltivate in aree con terreni gravemente impoveriti, scarse risorse organiche e forniture inadeguate di acqua e fertilizzanti chimici. Il Biochar migliora anche la qualità e la quantità dell'acqua, aumentando la ritenzione del suolo di nutrienti e prodotti chimici per l'utilizzo di piante e colture. Più sostanze nutritive rimangono nel suolo invece di lisciviare nelle falde acquifere e causare inquinamento.

COME SI USA IL BIOCHAR IN AGRICOLTURA

Il Biochar è utilizzato sia in campo che in vaso per assicurare alle coltivazioni l'apporto di materiale organico "stabile". In campo aperto e nell'orto va utilizzato fino a 1 kg/m2, mentre in vaso fino al 25% del volume totale del terriccio.

Grazie al suo notevole contenuto di carbonio stabile, il Biochar è un potente ammendante: la sua alta porosità aumenta la capacità della pianta di ritenere acqua e elementi nutritivi.
Migliora inoltre la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche.

Molti studi hanno dimostrato l'impatto positivo dell'applicazione del Biochar sulle rese agricole, consentendo una minore lisciviazione, il miglioramento della fertilità biologica, un minor impiego di acqua e concimi chimici con conseguenti risparmi economici per gli agricoltori, minor impatto sull'ambiente, minor consumo di risorse ed energia.

Il Biochar nel campo florovivaistico conferisce notevoli miglioramenti delle qualità agronomiche ai substrati di coltura. La capacità di scambio cationico aumenta grazie dell'ossidazione della superficie del Biochar, ed è quindi in grado di trattenere notevoli quantità di cationi scambiabili grazie anche alla sua elevata porosità e al conseguente rapporto molto elevato tra superficie e volume.

I nutrienti scambiabili non subiscono lisciviazione, favorendo così il mantenimento della fertilità. Anche apportando azoto come concime, questo non viene dilavato ma rimane disponibile per le piante. Il pH del substrato aumenta grazie alle sostanze basiche contenute nel Biochar, soprattutto in substrati acidi, e viene migliorata così l'abitabilità da parte delle piante.

Il Biochar conferisce infine struttura al substrato e ne migliora le proprietà meccaniche.

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